Venerdì 2, Sabato 3 e Domenica 4 agosto 2019

Memorie di Fanes

jia_20INTRODUZIONE

“Il Regno dei Fanes” rappresenta di certo una delle leggende più ricche e complesse della tradizione ladina dolomitica. Saga tramandata oralmente per secoli e secoli, il mito dei Fanes è stato sottoposto ad influssi culturali diversi. E’ Karl Felix Wolf, altoatesino di lingua tedesca, che tra la fine dell’ottocento ed i primi del novecento da forma scritta a tale prezioso materiale, assicurandone il recupero e la preservazione. Luogo dell’avvincente storia è Fanes, splendido altipiano tra la Val Badia e l’Ampezzano, racchiuso tra picchi e guglie scoscese che si alternano ad ampie piane roccose. Nella leggenda il Regno si estende oltre questi confini grazie alle tante battaglie vittoriose e alla brama di potere e di ricchezza del suo ultimo re.

FANES – IL POEMA MUSICALE

Il testo epico è opera di Roland Verra (Val Gardena), Intendente scolastico per le scuole Ladine della Provincia di Bolzano e le musiche di Susy Rottonara, musicista della Val Badia. E’ dell’autore anche la voce narrante, che con un sottofondo di melodie arcaiche alternate al coro, recita con sentito approccio lirico le trentadue composizioni poetiche del testo. Il poema musicale, così come il film precedente ente realizzato, rappresenta una maniera originale e attuale di trasmissione della cultural ladina, di cui leggende, poemi e contie, ne sono parte sostanziale e preziosa. Scopo di tale scelta non è solo la conservazione del patrimonio socio-culturale, ma anche una ricezione efficace e viva dei suoi molteplici apetti, sia nel pubblico ladino che non ladino. L’opera complessa e sperimentale è caratterizzata da una forte valenza evocativa e simbolica nell’avvicendarsi dinamico delle scene e di sorprendenti effetti di illuminazione valorizzati ancor più dall’irrepetibile cornice naturale del paesaggio

LA TRAMA

Esisteva un tempo il Regno di Fanes. I Fanes si chiamavano le sue genti, popolo mite e benevolo, da sempre alleato con le marmotte. Ma l’ultima Regina sposò un uomo ambizioso e superbo. La bella principessa Dolasilla è la loro erede. Fin da piccina educata all’arte della guerra, cavalli scudi e battaglie eran ciò che ella conoscesse. Principessa guerriera forte, bella e di buon animo, dal Lago d’Argento riceve in dono le frecce infallibili ed una corazza impenetrabile. All Regno di Fanes è dato così modo di vivere il suo miglior periodo, prosperità, grandezza, espansione. Molte son con lei le vittorie del popolo di Fanes, tanto che viene incoronata come la loro “stella”. Ma la bella Dolassilla non ha corazza alcuna contro l’amore, l’amore del nobile guerriero che accanto a lei combatte Ey de Net. Un amore sincero e profondo, che suscita l’ira dell’avido re di Fanes, il quale si vede ostacolato nelle sue mire espansionistiche, tanto da bandire Ey de Net dal suo regno. Dolasilla non vuole più combattere, mai più senza il suo amato. Eppur, consapevole dei pericoli ai quali va incontro, sola e triste, per amore del suo popolo, per salvare la sua gente, Dolasilla ancor impugna le armi e scende in battaglia. Le frecce infallibili, estorte a lei con un perfido quanto mascherato inganno, sono ora in mano nemica. Ed è proprio dalle sue stesse frecce cheviene colpita e uccisa. Un fievole barlume di speranza par tornare infine, la rinascita del Regno sembra possibile… ma è tutto un illusione. Il silenzio ed il buoi calano sulla scena, così come sono calati per sempre sul Regno dei Fanes.

Nell’avvicendarsi di battaglie, complotti e sotterfugi, diverse figure partecipano ad intessere la storia del Regno di Fanes. Il re e la regina di Fanes, Dolasilla e la gemella Lujanta, Ey de Net, il principe dei Cajutes, sono personaggi vivi e realistici. Altri, quali il Mago Spina de Mul che emerso da una nebbia misteriosa intesse malvagi incantesimi nell’oscurità, o la Maga Tsicuta e i “salvans” che custodiscono il tesoro dell’Aurona sono figure irreali e soprannaturali.

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